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Velaglucerasi alfa nel trattamento dei pazienti naive con malattia di Gaucher di tipo 1 ( 2010 )
Sono stati presentati i risultati dello studio di fase III, TKT032, che ha valutato la sicurezza e l’efficacia di Velaglucerasi alfa, una terapia di sostituzione enzimatica per il trattamento della malattia di Gaucher di tipo 1.
Inoltre sono stati anche presentati i dati di un sottostudio pediatrico e i risultati di un follow-up di 5 anni di uno studio di estensione di fase I/II ( TKT025 EXT ) condotto su pazienti adulti.

Entrambi gli studi ( TKT032 e TKT025 EXT ) hanno incontrato gli endpoint primari.

Risultati dello studio TKT032 negli adulti e nei bambini

TKT032 è uno studio della durata di 1 anno, randomizzato, in doppio cieco, a gruppi paralleli, che ha coinvolto 25 pazienti naive al trattamento, di 2 anni d’età o superiore, che ha valutato Velaglucerasi alfa in due dosaggi, 45 U/kg e 60 U/kg.
I pazienti sono stati arruolati se presentavano anemia correlata alla malattia, e avevano una delle seguenti manifestazioni cliniche della malattia di Gaucher: trombocitopenia, splenomegalia moderata o epatomegalia.

L’endpoint primario era il cambiamento delle concentrazioni di emoglobina dal basale al dosaggio di 60 U/kg.
Gli endpoint secondari per entrambi i dosaggi erano i cambiamenti nella conta piastrinica, nel volume degli organi, nei marcatori surrogati della malattia di Gaucher, e solamente per il dosaggio di 45 U/kg, il cambiamento delle concentrazioni di emoglobina rispetto al basale.

A 1 anno, nel gruppo 60 U/kg, sono stati osservati cambiamenti statisticamente significativi nella concentrazione media di emoglobina ( +23.3%, p<0.0001 ), nella conta piastrinica ( +65.9%, p=0.0016 ) e nel volume della milza ( -50%, p=0.0032 ). Il volume del fegato si è ridotto del 17% ( p=0.0282 ).

I risultati per il dosaggio di 45 U/kg erano in linea con quelli riscontrati con il dosaggio di 60 U/kg; tuttavia un effetto dose-correlato a favore di Velaglucerasi alfa a 60 U/kg è stato osservato con l’aumento della conta piastrinica e la riduzione del volume epatico tra i due gruppi.

Sono stati osservati i seguenti eventi avversi: cefalea, nasofaringite, artralgia, tosse, piressia, capogiri, stato influenzale, congestione nasale, vomito, dolore osseo.
E’ stato riscontrato prolungamento del tempo di tromboplastina parziale attivata ( aPTT ).
Nessun grave evento avverso farmaco-associato è stato riportato.
Nessun paziente ha interrotto lo studio a causa di un evento avverso. Un paziente ha sviluppato anticorpi nei confronti del farmaco.

E’ stata condotta un’analisi di sottopopolazione dello studio TKT032 con l’obiettivo di valutare l’efficacia e la sicurezza di Velaglucerasi alfa tra i bambini di età compresa tra 2 e 17 anni. Dei 25 pazienti dello studio, 7 pazienti pediatrici ( 28% ) sono stati arruolati e randomizzati a ricevere Velaglucerasi alfa 60 U/kg ( n=4 ) o 45 U/kg ( n=3 ) mediante infusione di 1 ora, ogni 15 giorni per 12 mesi.
I dati dei due gruppi sono stati aggregati.

Dopo 12 mesi di trattamento con Velaglucerasi alfa, la concentrazione media di emoglobina è aumentata del 20%, la conta piastrinica del 54%, e il volume della milza si è ridotto del 47%, mentre il volume del fegato si è ridotto del 13%.
A causa delle dimensioni molto ridotte del campione, i risultati non hanno raggiunto la significatività statistica.

I più comuni effetti indesiderati riscontrati in questa sottopopolazione pediatrica nel corso del trattamento con Velaglucerasi alfa sono stati: cefalea, nasofaringite, piressia, congestione nasale, tosse produttiva, vomito.
Nessun paziente pediatrico è andato incontro a gravi eventi avversi, e nessuno ha sviluppato anticorpi nei confronti di Velaglucerasi alfa.

Risultati dello studio a 5 anni

Dieci degli 11 pazienti adulti che avevano completato lo studio di fase I/II di Velaglucerasi alfa, somministrato a 60 U/kg, a settimane alterne, sono stati arruolati nello studio di estensione nel lungo periodo.
A tutti i pazienti è stato ridotto il dosaggio, passando da 60 unità a 45 U/kg per 13 settimane, e successivamente a 30 U/kg ( dose di mantenimento ).
Tutti i pazienti hanno incontrato gli obiettivi terapeutici.
Sette di 10 pazienti hanno ricevuto infusioni a domicilio nel corso del periodo di estensione.
In totale 8 pazienti hanno superato i 60 mesi di trattamento con Velaglucerasi alfa.

Dopo 5 anni, Velaglucerasi alfa ha continuato ad essere generalmente ben tollerato e ha dimostrato aumenti marcati e prolungati della concentrazione di emoglobina e della conta piastrinica, e riduzioni sostanziali e prolungate dei volumi epatici e splenici.

A 60 mesi, l’aumento medio della concentrazione di emoglobina dal basale è stato di 2.4 g/dL e l’aumento medio nella conta piastrinica è stato pari a 85.1 x 10(9)/L.
A 57 mesi, la riduzione percentuale media, dal basale, del volume di fegato è stata del 39% e del volume della milza del 74%.
Velaglucerasi alfa è risultato generalmente ben tollerato in questi 10 pazienti con nessun grave evento avverso farmaco-correlato.
Gli eventi avversi riportati da almeno il 50% dei pazienti ha compreso: artralgia, dolore dorsale, piressia, dolore addominale del tratto superiore, dolore faringolaringeo e cefalea. La maggior parte degli eventi sono stati di gravità live-moderata. Nessun paziente ha interrotto lo studio a causa di una reazione avversa. Nessun paziente nel corso dei 5 anni di trattamento ha sviluppato anticorpi. ( Xagena2010 )

Fonte: Lysosomal Disease Network ( LDN ) World Symposium, 2010

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